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lunedì 15 ottobre 2012


 
Ricorso al TAR per il decreto legge 110

la storia infinita



Chi segue da vicino e con ansia le sorti del tanto odiato decreto ministeriale 110/2011 che di fatto ha regolamentato l'uso delle apparecchiature estetiche, ma non solo, e che ha messo in ginocchio e posto in gran caos tutti gli operatori del settore, compresi i produttori delle apparecchiature stesse, sa che erano stati fatti diversi tentativi di ricorso e che un piccolo spiraglio era apparso a novembre 2011 in cui era stata fissata un'udienza pubblica per decidere l'intera causa del ricorso. 

L'udienza era stata fissata per oggi 14 giugno 2012. 

Come è andata a finire????
Facciamo un piccolo e doveroso passo indietro per far comprendere meglio l'assurdità di quanto è accaduto oggi (o meglio: di quanto NON è accaduto oggi) e partiamo dalle

MOTIVAZIONI DEL RICORSO
Senza entrare troppo nel dettaglio di cavilli e controcavilli il discorso è questo: grazie a degli atti della Costituzione Italiana è stata già da tempo ripartita la competenza, soprattutto in termini di tutela della salute e delle professioni, tra Regione e Stato: lo stato può solamente fissare dei principi basilari e generici, ma spetta esclusivamente alle Regioni dettare ed emanare regolamenti. Invece, con l'attuazione del decreto 110/2011 da parte del Ministero della Salute e dello Sviluppo economico, le regole sono state fissate dallo Stato e non dalle Regioni, come dovrebbe essere per quanto scritto sopra, ed è dunque da qui, da questa incongruenza, che ha preso le mosse il ricorso al TAR.

Vediamo ora
COSA ERA STATO DECISO
Non è nè stato accolto il ricorso, nè tantomeno annullato o sospeso il decreto. Quello che è stato fatto, è stato di fissare un'udienza pubblica il 14 giugno 2012 per decidere l'intera causa di ricorso. Un passo sicuramente importante, un piccolo spiraglio di luce, ma che non cambia assolutamente nulla per ora. 

E veniamo a quello che è 
ACCADUTO POCHI GIORNI PRIMA del fatidico 14 marzo 2012.
Il tribunale ha deciso di sostituire il giudice relatore designato per presenziare l'udienza con un altro giudice. 
E fin qui nulla di strano (almeno per noi Italiani!). 
Il problema è che il nuovo giudice designato era stato a sua volta capo gabinetto del ministero della salute durante la lavorazione del decreto stesso e dunque, essendo il ricorso proprio contro il ministero della salute, immaginate voi quale conflitto d'interesse si è venuto a creare!

I legali di Confestetica hanno immediatamente fatto presente l'incompatibilità ed il grave conflitto d'interessi ed il TAR ha deciso di rinviare d'ufficio l'udienza. A quando?

AL 25 OTTOBRE 2012!!!

Anche se tutta questa storia non mi stupisce per nulla in quanto in Italia è esattamente così che vanno le cose, e per quanto io sia assolutamente pessimista sulle sorti di questo ricorso, mi permetto di indignarmi di fronte a tanto menefreghismo e di fronte a tanto disprezzo per chi sta aspettando di rimettere in moto, o di abbandonare, o di cambiare, insomma di prendere una qualunque decisione sulle sorti delle proprie attività.

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