Translate

martedì 29 maggio 2012



MODALITA’ DI MISURAZIONE IN RIFERIMENTO ALLA NORMATIVA LAMPADE UV


In seguito a numerose segnalazioni di misurazioni effettuate con strumenti non idonei o in
condizioni non standard, diffondiamo parte del testo della normativa di riferimento (60335-2-27
A1, pag 13) in cui si descrivono le modalità corrette con cui effettuare le misurazioni.
Tutte le misurazioni che non si attengono alle modalità qui descritte (recepite ufficialmente dal
decreto legge n. 110 del 12 Maggio 2011) sono pertanto da considerarsi non valide e non
indicative ai fini della certificazione.
Ricordiamo inoltre che qualsiasi intervento tecnico per l’adeguamento deve essere effettuato in
via esclusiva dalla casa costruttrice o da suo tecnico certificato.
Estratto Normativa 60335-2-27 A1 da pag. 13
Gli apparecchi non devono presentare un pericolo tossico o analogo. Gli apparecchi che
hanno degli emettitori UV non devono emettere radiazioni che abbiano un’irradiazione
efficace totale superiore a 0,3 W/m2, ponderata conformemente allo spettro ad azione
eritematogena della Fig. 101.
Gli apparecchi devono essere conformi ai valori specificati nella Tab. BB.1.
La conformità si verifica mediante la prova seguente.
L’apparecchio è dotato di emettitori UV che sono stati invecchiati per mezzo
dell’alimentazione alla tensione nominale per un periodo di:
– 5 h ± 15 min per le lampade a fluorescenza;
– 1 h ± 15 min per le lampade a scarica ad alta intensità.
NOTA 1 La lampada a scarica ad alta intensità è una lampada a scarica elettrica nella quale l’arco di produzione
delle radiazioni è stabilizzato dalla temperatura della parete e l’arco ha una carica della parete del bulbo superiore
a 3 W/cm².
Si alimenta l’apparecchio alla tensione nominale e lo si fa funzionare per circa metà del
tempo massimo di esposizione consentito dal temporizzatore. Si misura poi l’irradiazione alla
distanza di esposizione minima raccomandata, posizionando lo strumento di misurazione in
modo da registrare la radiazione più elevata. Tuttavia, l’irradiazione delle pistole facciali si
misura a una distanza di 100 mm ± 2 mm e si calcola per la distanza di esposizione
raccomandata.
La distanza di esposizione degli emettitori UV che sono posizionati sopra una persona è la
distanza tra l’emettitore e la superficie di supporto, ridotta di 0,3 m.
NOTA 2 Lo strumento di misurazione utilizzato rileva l’irradiazione media su un’area circolare avente un diametro
non superiore a 20 mm. La risposta dello strumento è proporzionale al coseno dell’angolo tra la radiazione
incidente e la normale rispetto alla superficie circolare. La distribuzione spettrale si misura a intervalli di 1 nm per
mezzo di uno spettrofotometro avente una larghezza di banda non superiore a 2,5 nm.
NOTA 3 Per gli apparecchi con superfici irradianti superiori e inferiori si misura ogni parte separatamente mentre
l’altra parte è coperta o rimossa. Se la distanza tra le due superfici irradianti è inferiore a 0,3 m, si effettua la
misurazione sulla superficie del pannello superiore.
Gli apparecchi devono avere un’irradiazione totale non superiore a 0,003 W/m2 per la lunghezza
di onda compresa tra 200 nm e 280 nm e misurata da uno spettrofotometro tra 250 nm e 280 nm.
NOTA 4 L’irradiazione efficace totale è data da:
in cui:
E è l’irradiazione efficace totale;
Sgamma è l’efficacia relativa spettrale (fattore di ponderazione) secondo la Fig. 101;
Egamma è l’irradiazione spettrale in W/m2nm;
DeltaGamma è la larghezza di banda in nm.
Commenti:
La normativa è molto scrupolosa circa le modalità di misurazione, fattore fondamentale per
garantire la legalità e la precisione della stessa. La misurazione di uno spettro di luce infatti
comporta variabili notevoli che possono influire sui risultati in maniera marcata.
In particolare nella normativa si evince che:
- L’apparecchio va alimentato alla tensione nominale.
Questo fattore, spesso sottovalutato, può cambiare molto l’emissione di una lampada. Con
un sovravoltaggio o un sottovoltaggio le lampade possono avere rendimenti che variano
anche nell’ordine del 30% nell’emissione UV.
SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione dell’emissione fare una misurazione con un
voltmetro della tensione di linea per essere sicuri che sia allineata con le disposizioni
vigenti.
I risultati ottenuti in fase di test vengono fatti con tensione stabilizzata.
- L’invecchiamento delle lampade deve essere standard
L’invecchiamento (ovvero le ore che le lampadine sono già state accese) della lampada
(intesa come bulbo o tubo) influisce molto sulla sua emissione. La normativa è molto
puntuale e specifica come l’invecchiamento debba essere di:
· 5 ore per le lampade a fluorescenza (lampade a bassa pressione) con uno scarto
massimo di 15 minuti (in più o in meno)
· 1 ora per le lampade a scarica ad alta intensità (lampade ad alta pressione) con uno
scarto massimo di 15 minuti (in più o in meno)
SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione fare un controllo delle ore delle lampade
montate sul dispositivo e controllare se rispettano i valore prescritti. In caso contrario fare
un cambio lampade, invecchiarle per la durata indicata e ripetere la misurazione.
- La distanza deve essere calibrata
La normativa descrive accuratamente la posizione della sonda che fa la misurazione. La
precisione indicata è chiaramente incompatibile con misurazioni fatte tenendo la sonda
con la mano.
La sonda andrà quindi posizionata con un supporto statico alla distanza prescritta pari alla
minima raccomandata (ovvero la distanza prescritta sul libretto di uso e manutenzione
della macchina). Oppure alla distanza di 10 cm, con uno scarto di 2 millimetri, sui dispositivi
per abbronzatura facciale (chiamate “pistole facciali”). La distanza è ovviamente un fattore
determinante nella misurazione e può cambiare il valore fino al 300%.
SUGGERIMENTO: La misurazione va effettuata usando uno stativo con piede e le distanze
vanno prese con un calibro in modo da garantire la distanza corretta.
- Lo strumento deve essere adeguato
Chiaramente tutte le misurazioni devono essere effettuate con uno strumento che sia
affidabile e preciso. Per questo fine la normativa 60335-2-27 A1 specifica l’uso di uno
spettrofotometro che possa misurare con intervalli di banda non superiori a 2,5 nm. La
misurazione suggerita deve essere effettuata con intervalli di banda di 1 nm. Questo
esclude luxometri o altri dispositivi portatili che danno risultati totali dell’emissione. Gli
spettroradiometri sono consentiti in quanto fanno parte della famiglia degli
spettrofotometri.
SUGGERIMENTO: La misurazione non può essere ritenuta valida se effettuata con
strumenti che danno solo un valore totale senza specificare l’energia su ogni nanometro.
Solitamente sono dispositivi portatili chiamati UVametro o luxometro (non validi).
Infine alcune disposizioni aggiuntive sono:
- La misurazione deve essere effettuata partendo a metà del tempo massimo impostabile (es.
tempo massimo 30 minuti, la misurazione deve essere effettuata dopo 15 minuti di
funzionamento). Questo perchè le lampadine possono dare un picco di energia nei primi minuti di
funzionamento, falsando la misurazione.
- La misurazione dovrà essere ponderata secondo la curva ad azione erimatogena e la nonmelanoma.
- Il macchinario deve essere pulito in tutte le sue parti (filtri e ventilatori). Temperature d’esercizio
della lampada superiori a quelle previste possono modificare l’emissione, così come polvere
intrappolata nei filtri.




Nessun commento:

Posta un commento